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Effetti avversi dei vaccini a mRNA negli adulti

La Lettera 95 (settembre 2021) aveva affrontato il tema del “Vaccino anti-Covid Moderna per gli adolescenti”, evidenziando nel RCT registrativo [1,2] un grave sbilanciamento tra il numero di soggetti da vaccinare per evitare un caso di Covid-19 sintomatico e senza ricoveri dichiarati (Numero che è Necessario Vaccinare, NNV = 310) o un’infezione asintomatica (NNV = 200) e quello per causare una reazione avversa grave o “severe” (NNV, o meglio NNH, cioè Number Needed to Harm, = 3,9). I dati di v-safe , il sistema di sorveglianza più simile a una sorveglianza attiva, impostato dai Centers for Disease Control/CDC USA, [3] mostrano sostanziale coerenza con quelli della sorveglianza attiva effettuata nel RCT del vaccino Moderna.

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Whistleblower

Un giornalista incaricato dal BMJ ha raccolto documenti, foto, email, registrazioni audio e pubblicato la denuncia di una ricercatrice che solleva problemi di integrità dei dati della ricerca, pubblicata sul NEJM, che di fatto ha dato inizio alla campagna vaccinale Covid-19.[1] In breve, la ricercatrice era stata assunta da Ventavia, azienda che si occupa per Pfizer degli studi sui vaccini Covid-19. Nello svolgimento del suo lavoro aveva sollevato pesanti interrogativi sull’integrità dei dati e, inascolata da Ventavia, aveva successivamente inviato un reclamo via email all’FDA. Il giorno stesso veniva licenziata da Ventavia. A settembre di quest’anno la ricercatrice ha preso contatto con il BMJ, che ha deciso di investigare.

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Credere a teorie complottistiche può avere conseguenze sulla salute

Tutti conosciamo i principali determinanti di salute. Recentemente, però, sembra se ne sia aggiunto uno del tutto inaspettato: credere a fake news sulla Covid 19. Un gruppo di ricercatori olandesi di psicologia applicata ha studiato le false credenze sulla Covid 19 all’inizio della pandemia, scoprendo che potevano fungere da indicatori della salute futura.[1]

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Il comitato nazionale contro la meningite

Avete dei bambini piccoli e vi raccontano che a scuola hanno visto un cartone animato per promuovere la vaccinazione contro la meningite? Siete tifosi di una squadra di pallavolo di serie A e quando andate alle partite ricevete dei messaggi che promuovono la vaccinazione contro la meningite? Navigate in internet sui vostri canali preferiti e vi imbattete in messaggi che promuovono la vaccinazione contro la meningite? Avete visto sui media che frequentate pubblicità progresso a favore della vaccinazione contro la meningite? Non vi preoccupate, il tutto è orchestrato dal Comitato Nazionale contro la Meningite, “il primo gruppo in Italia impegnato nel rappresentare bisogni e diritti delle persone colpite da meningite e delle loro famiglie, fondato da genitori che hanno perso i propri bambini a causa della meningite.”

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Trials sulle formule infantili: si può credere ai risultati?

In questa Lettera presentiamo spesso dati sui bias indotti dai finanziamenti di Big Pharma nelle attività di ricerca sui farmaci. In realtà, bias dello stesso tipo possono essere causati in qualsiasi ricerca, se chi produce i prodotti testati finanzia gli studi. Succede, per esempio, con Big Formula, come mostra una revisione sistematica pubblicata sul BMJ.[1]

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Quanto dura l’efficacia protettiva del vaccino Pfizer?

Il Lancet ha appena pubblicato uno studio statunitense che mirava a valutare la durata dell’efficacia protettiva del vaccino anti Covid19 della Pfizer contro l’infezione e il ricovero ospedaliero, prendendo in considerazione anche l’effetto sulla variante Delta.(1) In primo luogo bisogna dire che lo studio è carico di conflitti di interessi (CdI). Sette dei 15 autori sono dipendenti di Pfizer, che ha anche finanziato l’intero studio e che trasparentemente ammette di averne approvato il disegno e di aver partecipato all’interpretazione dei risultati e alla stesura dell’articolo. Anche tutti gli altri autori dichiarano relazioni finanziarie con Pfizer (e con molte altre ditte di farmaci e vaccini).

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La trasparenza nelle politiche europee che riguardano la salute

La trasparenza è fondamentale in tutte le fasi della ricerca e dello sviluppo: sia che si tratti dell’accesso ai dati di sperimentazioni cliniche effettuate con investimenti pubblici, sia che riguardi pratiche normative, sia che riguardi il contenuto delle contrattazioni o del costo di un prodotto farmaceutico. La trasparenza è un principio fondamentale di un sistema sanitario equo e un mezzo per migliorare la salute pubblica consentendo l’accesso a farmaci sicuri ed efficaci per tutti, ovunque. Un breve documento pubblicato da Health Action International (HAI) offre una panoramica dei progressi compiuti verso questo obiettivo negli ultimi due anni.(1)

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Decarbonizzare la produzione di sostituti del latte materno?

Si sa che l’uso di formule infantili, in sostituzione del latte materno, è causa di molti danni per la salute presente e futura di mamme e bambini.(1) Si sa anche che la produzione e il consumo di formule infantili contribuiscono al cambiamento climatico mediante l’emissione in atmosfera di una grande quantità di gas serra.

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Quali sono gli esiti rilevanti per il paziente e chi lo assiste nella malattia di Alzheimer?

Non è affatto scontato riconoscere quali esiti nel decorso di una malattia interessano al paziente e al suo caregiver. Fra il punto di vista del paziente e quello del medico ci possono essere valutazioni discordanti e questo conduce il medico a dare informazioni non richieste o a scegliere farmaci per sintomi ininfluenti, e il paziente a restare senza le risposte che contano.

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Certificato protettivo complementare: un sistema altamente redditizio per le aziende farmaceutiche

Il certificato protettivo complementare (“supplementary protection certificate”) fa parte di una serie di meccanismi di protezione industriale che include i brevetti. Questi certificati consentono alle aziende di estendere il loro monopolio di mercato fino a cinque anni oltre i 20 anni di protezione offerti da un brevetto.

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