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Lettera aperta al nuovo Ministro alla Salute Orazio Schillaci

Gentile Ministro, le nostre associazioni sono da tempo impegnate nella difesa, nel rilancio e nel rinnovamento del Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale. In particolare abbiamo individuato nella riforma delle Cure Primarie e nel potenziamento dell’assistenza di prossimità il cuore delle nostre proposte.

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Trasparenza nei rapporti tra le imprese produttrici e i soggetti che operano nel settore della salute: la lezione degli USA

In attesa dell’applicazione del Sunshine act italiano, un articolo pubblicato su Drug Therapeutic Bulletin ripercorre la storia di come gli Stati Uniti sono arrivati all’approvazione della legge che obbliga alla trasparenza sulle transazioni finanziarie tra sanitari e industria.[1] A scriverlo è il direttore della sezione ricerca di Public Citizen, un’organizzazione statunitense di difesa dei consumatori, che mostra al selezionato pubblico inglese di Drug Therapeutic Bulletin i vantaggi del sistema statunitense rispetto al più lasso sistema inglese, basato sulla dichiarazione volontaria.

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USA: mediche discriminate nei pagamenti dall’industria

Il dizionario Treccani ci autorizza da quest’anno a usare il femminile “medica” per indicare una donna che esercita la medicina. [1] Un passo in avanti nella parità di genere che negli USA non è stato ancora fatto, per lo meno per quanto riguarda i pagamenti da parte dell’industria, secondo gli autori di un articolo pubblicato questo mese. [2] Che le mediche USA guadagnino meno dei loro colleghi maschi è risaputo; probabilmente si tratta di una discriminazione presente in molti paesi. Per verificare che tale differenza esistesse anche per i pagamenti dell’industria, gli autori dello studio hanno analizzato i dati forniti dal Sunshine Act USA tra il 2013 e il 2019. Hanno selezionato le 15 ditte con la maggiore quantità di pagamenti e, per ognuna di queste, i 5 medici e le 5 mediche che capeggiavano la lista.

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La guerra nell’Europa dell’Est: sull’orlo di un disastro umanitario

Che cosa succede, dal punto di vista sanitario, quando una superpotenza invade un paese a reddito medio basso? La storia recente insegna e un punto di partenza è l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti. Dato il significato politico, la stima delle persone uccise direttamente nella guerra varia ampiamente e nessuna fonte si può considerare priva di distorsioni. Il calcolo stesso del numero delle vittime del conflitto iracheno, iniziato nel marzo 2003, era diventato una battaglia nella battaglia. La tabella sintetizza alcune stime.

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I dati inglesi di mortalità totale 2022 per stato vaccinale anti-COVID-19 richiedono di cambiare strategie

In collaborazione con Gianni Malatesta, fisico e matematico, l’ing. Giovanni Di Palmo e lo statistico Marco Alessandria, abbiamo presentato a una rivista scientifica un articolo sui nuovi dati inglesi di mortalità totale per stato vaccinale, che cambiano in modo drastico gli scenari finora considerati e richiedono a nostro avviso un cambio altrettanto importante di strategie di contrasto alla pandemia. In attesa di ricevere la risposta della rivista e senza anticipare parti dell’articolo, preme tuttavia segnalare l’enormità del problema che traspare.

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Perché un numero monografico su Choosing Wisely?

Il sistema sanitario statunitense è il più costoso del mondo (15,3% del PIL, 7% in Italia quest’anno) e anche quello che spreca di più. Si stima uno spreco attorno al 25% della spesa totale, una cifra vertiginosa, compresa  fra i 760 e 935 miliardi di dollari. La spesa sanitaria è arrivata negli USA a 6.714 $ per abitante e, caso unico nei paesi occidentali, quella privata ha superato quella pubblica. In Italia, la spesa privata arriva a 524 $, con una media OCSE di 440 $.

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Choosing Wisely Italy: cosa è stato fatto in dieci anni

Nell’aprile 2012 la fondazione ABIM, con la collaborazione di Consumer Reports, organizzazione non profit e indipendente di consumatori, ha promosso negli USA l’iniziativa CW,[1,2] invitando le associazioni professionali a individuare ognuna una lista di cinque esami o trattamenti sanitari comunemente usati nella propria specialità, il cui impiego debba essere messo in discussione da clinici e pazienti.

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Dieci anni di Choosing Wisely per ridurre le cure di basso valore

L’articolo di Elizabeth Rourke sul New England Journal of Medicine citato e commentato da Antonio Bonaldi mi è sembrato molto utile, non essendo io un clinico, a capire luci e ombre di CW. [1] Vale la pena, a mio parere, riassumerlo estesamente. Dopo aver confessato, proprio all’inizio del suo commento, di essere una che nella sua pratica clinica di medico di medicina generale prescrive esami e cure di basso valore almeno una volta la settimana, nonostante conosca a fondo le liste top five di CW, Elizabeth Rourke fa questa affermazione: “10 anni dopo, tuttavia, è evidente che produrre e pubblicizzare liste non è sufficiente a ridurre le cure di basso valore.” Il resto del suo commento è un tentativo di spiegare questa affermazione, per andare oltre.

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Perché Choosing Wisely e CW Italy incidono ben poco sulle pratiche professionali? Non fanno i conti con il convitato di pietra

La presidente di SM ETS, coordinatrice del progetto “Fare di più non significa fare meglio” di CW Italy dichiara su questa lettera che “Dai risultati di tutte le indagini sui professionisti effettuate in CW Italy emerge da un lato la condivisione di gran parte delle raccomandazioni, dall’altro la loro insufficiente applicazione”. Le indagini che cita rafforzano la sua deludente conclusione.

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