La Colombia tassa i cibi spazzatura

Dal 1° novembre 2023 è entrata in vigore in Colombia un’imposta sugli alimenti ultra-processati, conosciuti anche come cibi spazzatura o junk food. Ne dà notizia il Lancet, che loda il governo di questo paese per essere stato uno dei primi al mondo ad introdurre questa misura di salute pubblica, preceduto solo da Danimarca, Ungheria e Messico.[1]

Preoccupato per gli alti tassi di sovrappeso (oltre 56%), ipertensione e diabete e per l’elevata mortalità per malattie cardiovascolari, oltre che per il fardello economico che ciò rappresenta per il paese, il governo ha tassato gli alimenti con eccesso di sale e grassi saturi del 10% sul prezzo di vendita, imposta che aumenterà al 15% nel 2024 e al 20% nel 2025. Nel giugno del 2021, il governo Colombiano aveva anche imposto sulle etichette di questi stessi prodotti, oltre che di quelli con eccesso di zuccheri, un bollino nero di allerta, sulla falsariga di quelli imposti da altri governi latinoamericani, a cominciare dal Cile.

Il mondo della salute pubblica si è espresso a favore della tassa, mentre contrarietà è stata espressa, oltre che dai partiti di opposizione, dall’industria degli alimenti ultra-processati. Quest’ultima è in parte rappresentata da imprese multinazionali e da grandi ditte nazionali, ma anche da piccole e piccolissime imprese, spesso a carattere familiare. Le grandi imprese e le multinazionali non avranno difficoltà ad assorbire la tassa, che potrebbe anche stimolarle a riformulare i loro prodotti per renderli più salutari. Non sarà facile fare lo stesso per le piccole imprese, molte delle quali temono la bancarotta. I partiti di opposizione hanno giocato su questo aspetto e hanno anche accusato la tassa di essere regressiva, nel senso che potrebbe colpire soprattutto i consumatori più poveri, che sono quelli che più acquistano cibi spazzatura, a causa del loro basso prezzo. Da notare che alcuni oppositori della tassa hanno citato a giudizio la tassa, considerandola incostituzionale. La Corte Suprema ha però dato ragione al governo, permettendone la promulgazione.

Se la tassa avrà successo, contribuirà cioè a ridurre i consumi di junk food a favore di una dieta più sana, come è accaduto in altri paesi, potrebbe anche diventare irrilevante o addirittura inutile nel corso degli anni. Nel frattempo, i maggiori proventi per il governo saranno assegnati al ministero della salute sia per rafforzare le attività di prevenzione sia per migliorare la gestione delle malattie associate al consumo di alimenti ultra-processati.

Sofia Quintero Romero

1. Parkin Daniels J. Colombia introduces junk food tax. Lancet 2023, November 22, https://doi.org/10.1016/ S0140-6736(23)02628-4

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