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Quando le linee guida sono inappropriate

In una ricerca apparsa sul BMJ,[1] gli autori hanno preso in considerazione tutte le linee guida (LG) di AHA/ACC (American Heart Association/Americam College of Cardiology) e di ASCO (American Society of Oncology), fino a marzo 2021, e le centinaia di relative raccomandazioni da esse derivate. Hanno poi valutato la qualità di quelle basate su prove scientifiche (di qualità elevata o almeno moderata) e di quelle in cui le prove erano di bassa o decisamente scadente qualità, validate soltanto da un consenso di esperti.

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Whistleblower

Un giornalista incaricato dal BMJ ha raccolto documenti, foto, email, registrazioni audio e pubblicato la denuncia di una ricercatrice che solleva problemi di integrità dei dati della ricerca, pubblicata sul NEJM, che di fatto ha dato inizio alla campagna vaccinale Covid-19.[1] In breve, la ricercatrice era stata assunta da Ventavia, azienda che si occupa per Pfizer degli studi sui vaccini Covid-19. Nello svolgimento del suo lavoro aveva sollevato pesanti interrogativi sull’integrità dei dati e, inascolata da Ventavia, aveva successivamente inviato un reclamo via email all’FDA. Il giorno stesso veniva licenziata da Ventavia. A settembre di quest’anno la ricercatrice ha preso contatto con il BMJ, che ha deciso di investigare.

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Approvazione dei vaccini anti Covid-19: conflitti di interessi in USA e UK

Che ci siano CdI tra gli autori dei RCT sui vaccini anti-Covid-19 è talmente evidente che tutti sembrano non vederli; un po’ come i vestiti nuovi dell’imperatore. Essendo questi CdI inevitabili, ci aspetteremmo che almeno gli esperti che per conto delle agenzie regolatorie analizzano i dati, al fine di concedere ai prodotti l’autorizzazione all’uso, siano esenti da CdI. Sembra che non sia così, per lo meno negli USA e in Gran Bretagna, come riporta un articolo del BMJ (1).

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