Sunshine Act: Italia, Colombia, Unione Europea

È dal 2011 che i NoGrazie chiedono la promulgazione di una legge che assicuri la totale trasparenza delle transazioni finanziarie, in denaro e/o beni e/o servizi, tra le ditte che producono presidi sanitari, farmaci in primis ma non solo, e operatori sanitari di qualsiasi tipo, individualmente o collettivamente (associazioni professionali, istituzioni accademiche, strutture sanitarie, etc).

 

Una legge sulla falsariga del Sunshine Act, in vigore negli Stati Uniti da quell’anno, o di quelle promulgate in anni successivi in altri paesi, per esempio Portogallo e Francia. Questa legge permetterebbe a qualsiasi cittadino di sapere, per esempio, quanto denaro riceve da una multinazionale del farmaco il proprio medico curante, o a quali e quanti congressi partecipa con i soldi delle ditte (che poi sono i nostri, visto che sono inclusi nel prezzo dei prodotti). E permetterebbe ai ricercatori interessati di analizzare i comportamenti prescrittivi dei medici in relazione ai loro rapporti finanziari con l’industria della salute. È infatti risaputo che il marketing, cui le ditte assegnano spesso più fondi che alla ricerca di nuovi prodotti, è associato ad aumenti spesso non giustificati dell’uso di strumenti diagnostici e terapeutici, con conseguenze negative sia sulla salute dei cittadini sia sulle finanze del sistema sanitario nazionale. E una componente importante del marketing sono proprio i finanziamenti miranti a persuadere gli operatori sanitari della bontà, spesso millantata, di un prodotto.

Ora la proposta di legge esiste ed è stata depositata in parlamento.(1) Ringraziamo i parlamentari che hanno redatto la proposta, sulla base di una bozza elaborata a suo tempo dai NoGrazie, e contiamo su una procedura accelerata al massimo. La rapidità ci sembra essenziale, visto che Assobiomedica si sta muovendo in anticipo sullo stesso argomento, probabilmente per fare lobby su Governo e Parlamento contro questa proposta di legge, con la scusa che sarebbe inutile, vista la loro proposta di un codice etico volontario.(2) I NoGrazie, e la Rete Sostenibilità e Salute (RSS) di cui fanno parte e che ha contribuito alle richieste per l’elaborazione della proposta di legge, ritengono che il codice etico volontario di Assobiomedica non possa sostituire la legge. Anzitutto perché si sa da molto tempo che i codici etici volontari non funzionano. Poi perché, essendo volontario, non obbliga le imprese ad aderire. Infine perché avere un database di trasferimenti finanziari per ogni singola impresa significa di fatto rendere impossibili i controlli, che invece sarebbero possibili con un database unico e pubblico, come nel Sunshine Act. NoGrazie e RSS invitano i parlamentari che hanno elaborato la proposta di legge a non farsi convincere da Assobiomedica ad abbandonarla in favore di un codice etico volontario.

Nel frattempo, il Ministero della Salute colombiano ha emanato il suo Sunshine Act.(3) Tutti i produttori e distributori di farmaci e presidi sanitari, comprese le associazioni che li rappresentano, saranno d’ora in poi obbligati a registrare su un sito del Ministero tutti i pagamenti per viaggi, refezioni, omaggi, congressi, conferenze, ricerche ed eventi di qualsiasi altro tipo effettuati a favore di qualsiasi attore del sistema sanitario, associazioni di pazienti comprese. L’obbligo riguarda qualsiasi pagamento che superi i circa 22,5 euro, in caso di pranzi, cene o piccoli regali, e i circa 225 euro per qualsiasi altro tipo di pagamento. Secondo il Ministro della Salute, Alejandro Gaviria Uribe, questa legge mira a “proteggere la legittimità, la fiducia e la sostenibilità del sistema sanitario, oltre alla salute”. Qualsiasi cittadino potrà avere accesso al database e lo potrà interrogare usando come filtro un operatore sanitario, un’associazione professionale o di pazienti, una ditta o un tipo di pagamento.

La notizia più interessante per noi, in relazione alla legge colombiana, è che il sistema per l’inserimento dei dati nel database ospitato dal sito del Ministero della Salute è stato sviluppato e realizzato con fondi del Progetto Anticorruzione e Trasparenza dell’Unione Europea (UE) per la Colombia. Sembra lecito chiedersi perché la UE sia così sollecita contro la corruzione e a favore della trasparenza in paesi terzi, ma non emetta una direttiva che renda obbligatori gli stessi principi anche negli stati membri, Italia compresa. Viene il sospetto che ciò possa essere dovuto alla lobby dell’industria (molte tra le maggiori multinazionali della salute hanno sede nella UE) nei confronti della Commissione e del Parlamento Europei. Aspettiamo smentite.

A cura di Adriano Cattaneo

  1. http://documenti.camera.it/_dati/leg18/lavori/stampati/pdf/18PDL0012810.pdf
  2. http://www.dottnet.it/articolo/24879/convegni-e-viaggi-per-i-medici-ecco-il-codice-etico-di-assobiomedica
  3. https://www.minsalud.gov.co/Paginas/Farmaceuticas-deberan-reportar-pagos-a-actores-del-sistema.aspx