Le bevande zuccherate fanno ingrassare bambini e adulti

Le prove di un’associazione causale tra consumo di bevande zuccherate e rischio di sovrappeso e obesità, con le relative conseguenze per la salute di bambini e adulti, sono sempre più solide e numerose. Numerose e continuamente aggiornate sono quindi le revisioni sistematiche e le meta-analisi. L’ultima in ordine di tempo è stata da poco pubblicata dall’American Journal of Clinical Nutrition. [1]

Gli autori hanno analizzato dati da 85 studi (48 su bambini e 37 su adulti, 61 di coorte e 24 trial randomizzati), per un totale di oltre mezzo milione di partecipanti. Negli studi di coorte, ogni aumento giornaliero di una dose era associato a un aumento di 0.07 punti nell’indice di massa corporea (BMI) dei bambini e di 0.42 kg di peso corporeo negli adulti. Nei trial randomizzati sui bambini, l’aumento di BMI era minore nei gruppi di intervento in cui si riduceva il consumo di bevande zuccherate (0.21 punti di BMI) rispetto ai gruppi di controllo (0.40 punti). Nei trial sugli adulti, l’aggiunta di bevande zuccherate alla dieta era associata a un maggiore aumento di peso (+0.83 kg), mentre la loro sottrazione era associata a perdita di peso (-0.49 kg) in comparazione ai gruppi di controllo. Si è anche osservata un’associazione dose/risposta lineare tra consumo di bevande zuccherate e aumento di peso o di BMI, tipica delle associazioni causali.

La necessità di ridurre i consumi di bevande zuccherate è ormai un fatto consolidato. Molte agenzie nazionali raccomandano, con maggiore o minore intensità, di ridurne il consumo. Le linee guida in proposito sono molto rigorose quando emesse da organi indipendenti da interessi commerciali, ma possono essere deboli e annacquate quando il gruppo di esperti include professionisti con conflitti di interessi. Ma affidarsi alle decisioni degli individui sui propri comportamenti non porterà a un’importante diminuzione dei consumi se non si aggiungono anche leggi, regolamenti e misure di salute pubblica. Un intervento di provata efficacia è la cosiddetta sugar tax, una tassa che può essere piatta o, meglio e più efficace, proporzionale alla concentrazione di zuccheri per litro di bevanda. La sugar tax è stata introdotta ormai in almeno 85 paesi ed è raccomandata dall’OMS. Oltre a ridurre il consumo di zuccheri, la tassa permette di mettere da parte un gruzzolo che può essere usato per finanziare altre misure di controllo dell’obesità. Altre misure efficaci sono la proibizione della pubblicità e di altre forme più sofisticate di marketing, soprattutto rivolto ai bambini, e l’adozione di etichette che indichino chiaramente (come per le sigarette) i rischi associati al consumo di questi prodotti. Non si capisce, o meglio si capisce benissimo, cosa aspetti il nostro paese per adottare queste misure.

A cura di Adriano Cattaneo

1. Nguyen M et al. Sugar-sweetened beverage consumption and weight gain in children and adults: a systematic review and meta-analysis of prospective cohort studies and randomized controlled trials. Am J Clin Nutr 2023; 117:160-74

2. WHO manual on sugar-sweetened beverage taxation policies to promote healthy diets. Geneva, World Health Organization, 2022 https://www.who.int/publications/i/item/9789240056299

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