Peter Gøtzsche espulso dalla Cochrane

Peter Gøtzsche, direttore del Nordic Cochrane Centre e co-fondatore della Cochrane Collaboration negli anni ’90, è stato espulso il 26 settembre 2018 dalla Cochrane dopo che all’inizio del 2017 era diventato membro del consiglio direttivo.

 

La notizia è giunta non proprio come fulmine a ciel sereno nel corso della riunione annuale mondiale della Cochrane, il Colloquium, che quest’anno si è svolto a Edimburgo.

La Cochrane Collaboration, nata 25 anni fa, promuove l’uso delle prove di efficacia nelle decisioni mediche, con la produzione di revisioni e la loro diffusione attraverso le attività di 11.000 membri e oltre 35.000 sostenitori. É un’organizzazione indipendente che non accetta sponsorizzazioni; per la sua reputazione, le revisioni che produce sono consultate per stilare linee guida e influenzano le decisioni governative.

Il prof. Gøtzsche insegna Clinical Reasearch Design and Analysis presso l’Università di Copenhagen, è noto per le revisioni sull’efficacia degli screening di massa, in particolare con riferimento alla critica dell’efficacia della mammografia nella diagnosi precoce del carcinoma del seno. Si è anche occupato del conflitto d’interesse rispetto all’uso di farmaci, e ha attaccato specialmente gli psicofarmaci, per inefficacia a fronte di documentati effetti indesiderati, e la psichiatria accademica per il silenzio rispetto allo svantaggioso rapporto rischio/beneficio dei farmaci in uso. Più recentemente, insieme a Lars Jørgensen e Tom Jefferson, ha firmato una serrata critica metodologica alla revisione Cochrane sull’efficacia della vaccinazione anti-HPV.

L’espulsione di Gøtzsche dalla Cochrane è stata motivata dal consiglio direttivo con l’impossibilità di gestire lamentele esterne sul suo operato ripetutamente giunte alla Cochrane e con le sue accuse all’interno degli organi direttivi, che quindi non potevano avere serenità di giudizio.

Nella sua replica, Gøtzsche attribuisce un significato fortemente politico alla vicenda, svincolandola da un contesto strettamente personale e attribuendola alla deriva commerciale dell’organizzazione che non intende inimicarsi il mondo dell’industria farmaceutica. Le sue critiche rispetto alla reale indipendenza della Cochrane vanno nella direzione sia della qualità metodologica, come per la revisione sulla vaccinazione anti-HPV, sia del tradimento della mission originaria, sia della perdita di democraticità all’interno dell’organizzazione, che a sua volta gli contesta interventi personali in cui non ha chiarito che non parlava in veste di membro della Cochrane.

All’espulsione di Gøtzsche sono seguite le dimissioni di altri 4 membri del consiglio direttivo. La questione non sembra prossima a trovare soluzione, ma al contrario getta una luce sinistra su un’organizzazione apprezzata, che costituisce da anni un punto di riferimento per cittadini, sanitari ed amministratori.

Ufficialmente, i motivi dell’espulsione di Gøtzsche sono quelli accennati sopra. Ma è probabile che le sue critiche alla revisione sistematica sul vaccino anti-HPV siano state la classica goccia che fa traboccare il vaso. Vale la pena quindi analizzare queste critiche, assieme alla risposta di David Tovey e Karla Soares-Weiser, rispettivamente Editor in Chief e Deputy Editor in Chief della Cochrane, e alla replica di Jørgensen, Gøtzsche e Jefferson. Leggendo il riassunto che segue, il lettore potrà farsi una sua idea e decidere, se lo desidera, da che parte stare. Alla fine, il lettore potrà leggere anche l’opinione dei NoGrazie su questa diatriba.