Molte riviste mediche non obbligano ancora a registrare i trials clinici

Per stabilire la percentuale di riviste mediche che richiedono la registrazione obbligatoria dei trials clinici per accettare un articolo, e per capire le ragioni per l’adozione o meno di tale regola volta a ridurre il bias di pubblicazione, gli autori di questo studio hanno inviato a un campione casuale di 200 riviste una richiesta per ricevere il testo completo delle istruzioni per gli autori e una valutazione di editori e caporedattori sul bias di pubblicazione.(1)

Solo il 28% delle riviste (55) richiedono la registrazione obbligatoria dei trials clinici; un ulteriore 2% la incoraggia. Editori e caporedattori delle riviste che non la richiedono spiegano la loro riluttanza con la paura di essere superati dalle riviste rivali in termini di trials pubblicati, con il desiderio di non rifiutare articoli che potrebbero essere importanti (anche se il trial non è stato registrato), soprattutto per gli articoli provenienti da paesi in via di sviluppo, e con la percezione che queste norme non siano rilevanti per le loro riviste. In pratica, le piccole riviste vedono più danni che benefici derivare dall’applicazione della registrazione obbligatoria dei trials clinici.

1. Wager E, Williams P on behalf of the OPEN Project (Overcome failure to Publish nEgative fiNdings) Consortium. “Hardly worth the effort”? Medical journals’ policies and their editors’ and publishers’ views on trial registration and publication bias: quantitative and qualitative study. BMJ 2013;347:f5248 http://www.bmj.com/content/347/bmj.f5248?etoc=