Marketing farmaceutico immorale: problema comune, responsabilità collettiva

Due sociologi, rispettivamente dell’università di Bath (Gran Bretagna) e di Lund (Svezia), hanno nuovamente affrontato il problema della carenza di etica nel marketing farmaceutico.[1] Tutto ciò sulla scia di eventi recenti che hanno portato MHRA (Box 1) a sospendere Novo Nordisk per aver pagato medici, operatori sanitari ed enti di beneficenza allo scopo di accrescere la sua influenza nel settore della gestione dell’obesità con campagne promozionali camuffate da educazione scientifica (vedi Lettera 112, maggio 2023).

Le tecniche scorrette usate dalle ditte per spingere le vendite sono arcinote, soprattutto l’uso di opinion leader camuffati da esperti indipendenti, benefit ai medici quali viaggio, soggiorno, iscrizione a congressi vari, finanziamenti ad associazioni di pazienti, e altro. Il contrasto a tutto ciò, in molti paesi (Europa, Giappone, Australia, Canada, ecc.), è purtroppo affidato soltanto all’autoregolamentazione. Gli autori dell’articolo affermano che, nonostante in Gran Bretagna vi sia uno dei sistemi di contrasto più evoluto e studiati, il suo funzionamento ha mostrato ampie falle.

La recente sospensione per un anno di Novo Nordisk da ABPI non è stato un fatto isolato. Nel giugno 2016, la giapponese Astellas fu sospesa per un anno per promozione scorretta di Xtandi (farmaco per il cancro alla prostata). Dal 2004 al 2020 vi sono stati 1057 casi di infrazione al codice di autoregolamentazione, più di uno alla settimana. PMCPA ha considerato che il 20% di questi casi riguardava fatti particolarmente importanti, di cui 55 occorsi fra 2010 e 2020. Si tratta di pratiche scorrette che hanno messo a rischio la salute dei pazienti. Ce ne sarebbero ben di più se PMCPA avesse personale per indagare e non dovesse basarsi solo su report di soggetti terzi. Nel 2006, Merck&Co fu sospesa per aver offerto programmi di educazione sanitaria solo ai medici che prescrivevano il Losartan, mentre Abbott (oggi AbbVie) fu sospesa per aver dispensato biglietti per corse di cani e per il torneo di Wimbledon a primari ospedalieri. Infine, nel 2008, Roche fu punita per aver dispensato il suo farmaco Orlistat per il trattamento dell’obesità a cliniche private, da usare per trattamenti dietetici.
I casi più recenti, Novo Nordisk e Astellas, sono un esempio lampante del fallimento del sistema di autoregolazione e del comportamento scorretto delle ditte, ma anche della tolleranza da parte dei medici di comportamenti scorretti. La stessa PMCPA ha dovuto ammettere il suo fallimento in un settore dove, purtroppo, gli affari prevalgono sulla correttezza dei comportamenti da entrambe le parti. Medici, personale sanitario e pazienti non sembrano coscienti del problema e, quando lo sono, offrono comunque un tacito consenso. Molti medici accettano tranquillamente compensi, come i 599 professionisti, pagati per prescrivere liraglutide/Saxenda (NovoNordisk) o per partecipare al congresso di Astellas Europe (Box 2).

Le stesse associazioni professionali hanno accettato questi corsi di marketing camuffati da aggiornamento fino al 2015, quando ABPI introduceva la trasparenza sui finanziamenti. In quel momento, Novo Nordisk riportava il finanziamento di 94 milioni di sterline a medici e istituzioni scientifiche, con 1280 pagamenti a queste ultime a scopo di ricerca. Anche il Royal College of Physicians e il Royal College of General Practitioners hanno ammesso la partnership con Novo Nordisk e hanno dovuto restituire o bloccare finanziamenti rispettivamente per 126.000 e 585.000 sterline (vedi Lettera 115, luglio-agosto 2023).
Certo non tutte le associazioni professionali si comportano così; alcune hanno rifiutato le sponsorizzazioni e gestiscono in autonomia i corsi di aggiornamento. Quelle che invece continuano ad accettare finanziamenti, pur dichiarandoli, devono rendersi conto del pericolo di perdere credibilità, oltre che di andare contro gli interessi primari dei loro pazienti. Gli autori dell’articolo suggeriscono che ABPI dovrebbe sospendere definitivamente ogni forma di collaborazione con ditte che violano i codici di autoregolamentazione, fino ad arrivare allo stop categorico di borse di studio, donazioni, sponsorizzazioni di congressi, consulenze pagate e progetti collaborativi, che purtroppo, però, sono l’attività principale per il lancio di un nuovo prodotto. Finché la ditta in questione non dimostrerà una chiara inversione di tendenza, non dovrebbe essere riammessa in ABPI.

Dall’altro versante, bisognerebbe aumentare la capacità critica dei medici e conseguentemente la loro volontà di reazione di fronte a ogni forma di marketing mascherato da aggiornamento scientifico. Al proposito, si cita un manualetto di 33 pagine redatto dal NHS dove compaiono le linee guida per conoscere, riconoscere, saper evitare e denunciare i CdI degli addetti alla sanità.[3]
Sarebbe d’altra parte impensabile confidare solo nell’autoregolamentazione di ditte che hanno il fiato sul collo degli azionisti e devono comunque fare profitti. In Svezia, dove vige un sistema di autoregolamentazione simile a quello britannico, le ditte farmaceutiche hanno sospeso i finanziamenti ai congressi. ABPI dovrebbe fare altrettanto, vietando la sponsorizzazione dei medici che partecipano a incontri scientifici. I verbali degli incontri fra PMCPA e ditte che hanno violato le regole dovrebbero essere di pubblico dominio e le ditte sanzionate non dovrebbero nasconderli ai loro collaboratori.
Rimpiazzare l’autoregolamentazione con norme più stringenti non sembra fattibile al momento in Gran Bretagna, anche se il governo dovrebbe operare con una strategia punitiva più cogente, che comporti anche un’indagine approfondita a carico di ditte colpevoli di condotte disdicevoli. Nel contempo, si dovrebbero pagare le spese legali ai whistleblowers rendendo così più facile indagare nella complessità delle strategie di mercato. La sospensione temporanea da ABPI si è rivelata un’arma oltremodo spuntata e le competenze attuali in materia da parte di MHRA permetterebbero azioni legali più serie e deterrenti, azioni purtroppo oggi molto rare.


A cura di Giovanni Peronato

  1. Mulinari S, Ozieranski P. Unethical pharmaceutical marketing: a common problem requiring collective responsibility. BMJ 2023;382:e076173
  2. Cohen D, Mulinari S, Ozieranski P. The whistleblowing drama behind Astellas’s suspension from the ABPI. BMJ 2019;366:l4353
  3. Managing conflicts of interest in the NHS: guidance for staff and organisations. 2017
    https://www.england.nhs.uk/publication/managing-conflicts-of-interest-in-the-nhs guidance- for-staff-andorganisations/

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