H1N1: gli scienziati avevano legami con l’industria

La Gran Bretagna ha speso circa un miliardo di sterline in farmaci antivirali e vaccini nel corso della pandemia di influenza H1N1 del 2009/10.(1) Un’analisi su articoli di stampa ha rivelato che gli accademici che promuovevano l’uso di antivirali, mettendo in evidenza i rischi dell’influenza, avevano più probabilità di avere legami con l’industria rispetto a quelli che non raccomandavano l’uso di questi farmaci.(2)

Lo studio ha preso in esame 425 articoli pubblicati su vari giornali tra aprile e luglio 2009. Gli autori sono andati in cerca dei conflitti d’interesse degli accademici intervistati: borse di studio, onorari, inviti a fare conferenze, contratti di lavoro e di consulenza, o possesso di azioni. 18 dei 61 accademici intervistati (30%) avevano conflitti d’interesse e avevano, rispetto a quelli senza conflitti d’interesse, 6 volte più probabilità di predire alti rischi per il pubblico. 20 scienziati avevano raccomandato specifici farmaci e vaccini in 36 articoli; la metà aveva dei conflitti d’interesse e la probabilità di promuovere l’uso di inibitori della neuraminidasi era 8.4 volte superiore rispetto a quella degli scienziati senza conflitti d’interesse. Solo in 3 dei 425 articoli vi era qualche cenno a possibili conflitti d’interesse. È evidente che questi comportamenti causano danni forse irreversibili alla fiducia del pubblico nei confronti di scienziati ed accademici.

 

1. Wise J. Academics who spoke out on swine flu risks were more likely to have industry links, study finds. BMJ 2013;347:f6758 http://www.bmj.com/content/347/bmj.f6758?etoc=

2. Mandeville K, O’Neill S, Brighouse A, Walker A, Yarrow K, Chan K. Academics and competing interests in H1N1 influenza media reporting. J Epidemiol Community Health 2013, doi:10.1136/jech-2013-203128